Il vescovo di Cassano, grato alla diocesi ma anche bisognoso di perdono

Quattro anni fa ho iniziato con voi, cari confratelli nel presbiterato, diaconi, religiosi e fedeli, la mia esperienza di Vescovo. Le parole non riescono ad esprimere i sentimenti, i progetti condivisi, le incertezze e le difficoltà che spesso sono apparse insormontabili.

Cerco di dare voce alla gratitudine e al mio bisogno di perdono.

Sono davvero grato al Signore che mi è accanto sempre e riversa su di me doni in abbondanza. Sono un dono anche coloro che incontro quotidianamente. E per questo ringrazio ciascuno.

Sento il bisogno di perdono da parte di qualcuno che ho inconsapevolmente offeso, ferito o deluso. Ma soprattutto chiedo perdono a Dio per tutte le volte in cui non ho seguito radicalmente Cristo Risorto e le parole intransigenti del Vangelo.

La Parola di Dio appena ascoltata questa sera, festa della Visitazione di Maria ad Elisabetta, propone la Madre di Dio come metodo di vita cristiana e come esempio di ascolto, di decisione e di azione.

Per quale motivo la Vergine Maria va dalla sua parente Elisabetta? L’Angelo le dice “Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito anch’essa un figlio”(Lc 1,36) ed ella ascolta i “pensieri” di Dio. Il suo è un “ascolto” fatto di silenzio orante, di disponibilità e accoglienza dell’annuncio dell’Angelo, per cui legge e interpreta ciò che le accade nel raccoglimento e nel silenzio. Maria è l’icona dell’ascolto di Dio e del discernimento della Sua Volontà.

L’evangelista Luca annota: “meditava tutte queste cose nel suo cuore” (cfr. Lc 2, 19.51). Maria è la donna che non vive di fretta: ella decide dopo averci pensato e si muove “in fretta” negli accadimenti della sua vita. Spesso a noi risulta difficile prendere decisioni, soprattutto in situazioni complesse e complicate; allora le rimandiamo o lasciamo che altri decidano per noi; oppure, ancora peggio, ci lasciamo trascinare dagli eventi senza decidere. Ci manca il coraggio di fare a meno del consenso, se non di molti, almeno di qualcuno che temiamo di offendere. La Vergine di Nazareth, sia all’Annunciazione, sia alle Nozze di Cana, è icona di libertà. Si affida completamente alla volontà di Dio.

Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda”. Sant’Ambrogio commenta: “la grazia dello Spirito Santo non comporta lentezza”. La decisione di Maria è solerte conseguenza del suo discernimento e del suo affidamento alla logica di Dio. Andando incontro alla sua anziana parente, ella esce dalla sua casa, da se stessa, da tutte le pretese del suo io e porta Gesù ad incontrare Elisabetta, incinta al sesto mese pur essendo sterile.

A Maria, Madre nostra e della Chiesa, affido questa sera il mio “eccomi” totale al Signore Gesù e a tutti voi, affidati alla mia cura di Pastore.

Provo per voi un amore struggente che mi rende sempre più impaziente di condividere la bellezza del Vangelo rimanendo tra voi nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia.

Chiediamo al Signore di renderci disposti sempre, anche quando il buio delle incomprensioni ci assilla, a gustare la gioia della Sua Presenza.

Chiediamo anche il dono della fiducia reciproca senza la quale sono impossibili relazioni trasparenti ed efficaci.

“Alzerò il calice della salvezza

e invocherò il nome del Signore”.

La preghiera del salmista muova le mie labbra,

Gesù benedetto!

Non ci siano altre parole

fuori del Tuo Santo Nome, o Padre,

nell’offerta perenne di Cristo, Tuo Figlio.

Il Tuo Spirito m’inonda

con la freschezza dell’unzione crismale,

orienta i miei passi di pastore,

m’innamora e mi appassiona,

compie le meraviglie della tua misericordia.

Continui a fidarti di me, Dio Buono,

rinsaldi i miei passi vacillanti.

Nella chiesa di Cassano, in Calabria,

sotto lo sguardo dolcissimo

della Vergine del Lauro,

ogni mattina

mi sveglia il canto della Speranza:

qui ed ora Tu, Signore, ci hai salvati

per servirti e per servire

ogni fratello

perché nessuno vada perduto

e trovi la strada del tuo perdono. Amen

Francesco Savino

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