A Scilla crolla il cornicione della Chiesa

A due settimane dal crollo di parti del cornicione della Chiesa Matrice, il parroco don Francesco Cuzzocrea, ha preso carta e penna per l’ennesima richiesta di aiuto, indirizzata al comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Reggio, ing. Marco Cavriani, sottolineando che l’intervento eseguito nell’immediatezza del crollo «è stato solo parziale e il pericolo maggiore, per il quale si era richiesto l’intervento dei vigili, è rimasto ed è costituito dai cornicioni lato est dell’edificio, sulla via Chianalea». Se da un lato don Cuzzocrea sta cercando di coinvolgere Provincia e Regione per reperire fondi e iniziare i lavori di ristrutturazione che si aggirano intorno a 90 mila euro; dall’altro il pericolo di un crollo è sempre in agguato e preoccupa il parroco, che teme per l’incolumità non solo dei parrocchiani ma anche dei passanti.
Don Cuzzocrea sottolinea che «la Chiesa Matrice è la prima parrocchia in Calabria dove si svolge l’Adorazione Eucaristica Perpetua». E gli adoratori nelle veglie notturne si servono dell’ingresso laterale posto sulla via Chianalea. L’Adorazione si svolge nella chiesa dal novembre del 2006, istituita dal parroco di allora don Bruno Verduci. Data la situazione, don Cuzzocrea rimane preoccupato e di conseguenza chiede al comandante provinciale dei Vigili del fuoco «di predisporre doverosa verifica e provvedere alla rimozione delle condizioni di pericolo con ogni mezzo». Ma non si limita solo a questo, il parroco scillese, e chiede «un urgente sopralluogo tecnico concordato con il Comune di Scilla, interessato da possibili e inevitabili implicazioni sulla via Chianalea».


Anche i fedeli temono per l’imminente pericolo di crollo e sostengono che una situazione del genere non è accettabile per una parrocchia come quella di Scilla, con tante associazioni che vi gravitano intorno e tanta voglia di impegno da parte dei giovani; non è accettabile vedere negato il desiderio di pregare, fare aggregazione e impegnarsi nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico-culturale della parrocchia. È stata fatta richiesta anche da parte di don Cuzzocrea di un incontro con il governatore Scopelliti, perché possa disporre un urgente aiuto economico.
Anche perché la Matrice è parte integrante del patrimonio storico-artistico di Scilla. E dopo l’incontro della scorsa estate al Castello Ruffo tra i sindaci dei comuni calabresi facenti parte del Club “I Borghi più belli d’Italia”, l’assessore al Turismo, Nino Vita, coordinatore dei comuni calabresi del Club, ha partecipato lunedì scorso a un altro incontro del “club” per definire «un progetto di marketing territoriale che miri a valorizzare e creare un modello di attrattiva turistica». All’incontro erano presenti i comuni di Altomonte, Bova, Morano Calabro, Scilla, Fiumefreddo Bruzio, Tropea e Santa Severina. Ha introdotto i lavori l’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri.
«È un percorso – sostiene Vita – che abbiamo iniziato lo sorso anno e che coinvolge tutti i comuni, l’intento è quello di promuovere in sinergia i luoghi più belli della Calabria, non tralasciando le tradizioni e le bellezze paesaggistiche che rendono unici questi luoghi». Ovviamente, sottolinea Vita, «bisogna predisporre un quadro di interventi per migliorare, dove ve ne fosse bisogno, gli spazi più degradati e dissestati dei rispettivi borghi».
Entra soprattutto in gioco la visibilità dei luoghi, «che può avvenire – sottolinea – con una serie di manifestazioni culturali che dovranno essere vissute più come “eventi nazionali” che “feste di paese”». Si pensa di puntare al rilancio della Calabria anche attraverso i piccoli borghi, considerati da molti dei veri e propri “gioielli” sul territorio. «Scilla porta con sé – conclude Vita – una storia e una tradizione che rendono questo angolo della Calabria decisamente incantevole. Del Club, quindi, fa parte a pieno titolo».

TF

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